Napoli
Storia e Cultura

Una storia da capitale

Origini della città

Lo origini della città risalgono al VIII secolo a.C. In quel periodo, nell’area in cui sorge oggi Castel dell’Ovo, il popolo dei Cumani fondò una colonia che fu denominata Partenope. Quest’ultimo termine identificava una delle tre sirene adorate nella Magna Grecia.
Intorno al 530 a.C. la città di Partenope fu abbandonata, forse in seguito ad un’invasione etrusca,e ad essa da allora fu assegnato il nome “Palepolis”, in greco “città vecchia”. Non lontano da essa, nella zona di fronte al monte Echia, nei pressi della foce del fiume Sebeto, fu invece fondato un nuovo insediamento urbano che fu appunto chiamato “Neapolis”, ossia “città nuova”.

Età romana

Sotto il dominio dell’Impero Romano, Neapolis visse un lungo periodo di prosperità economica e culturale. La città per le sue bellissime coste era uno dei luoghi di villeggiatura preferiti dall’aristocrazia romana.
Nei dintorni di Napoli furono realizzate terme di lusso che presto divennero tra le più ambite nell’Impero. Molte erano le autorità politiche e gli uomini di cultura che frequentarono questi luoghi. Tra questi Cicerone e Virgilio.
Gli imperatori Claudio, Tiberio e Nerone considerarono Neapolis come propria residenza in occasione delle villeggiature fuori da Roma.
LA città ebbe un ruolo nella fine dell’Impero romano visto che l’ultimo imperatore dell’Impero d’occidente, Romolo Augusto, fu imprigionato nel 476 d. C. proprio a Castel dell’Ovo.

Età medievale

Dominio bizantino

Nel 536 Napoli fu conquistata dai Bizantini in seguito alla guerra gotica, divenendo nel 660 ducato autonomo sotto la guida di Basilio I. Nonostante i continui attacchi sferrati dai Longobardi e dai pirati Saraceni, la città rimase saldamente sotto il controllo bizantino, divenendo sempre di più strategica per Bisanzio in un’ottica di conservazione dei domini in
Italia. Nei quasi quattro secoli di dominio bizantino Napoli sviluppò attività economiche e fu caratterizzata da un’importante crescita culturale. In questo periodo Napoli si affermò come luogo di incontro tra la tradizione cristiana e quella musulmana. Molti furono i mercenari arabi assoldati dalla città.

Dominio normanno

Nel 1139 La città fu conquistata dai Normanni ed entrò a far parte del Principato di Capua e del Regno di Sicilia. Ai normanni si sostituirono gli svevi nel controllo della città. Nel 1124, sotto il regno di Federico II di Svevia, venne fondata l’Università di Napoli. Essa fu scuola indipendente dal Papa in cui si insegnavano ai futuri funzionari di Stato nozioni di diritto, teologia, medicina e arti liberali.

Dominio angioino

In seguito alla vittoria di Carlo d’Angiò contro Manfredi di Svevia nel 1268, la città divenne capitale del Regno di Sicilia e visse un periodo di notevole sviluppo dal punto di vista sociale, economico ed urbanistico.

Età moderna

Dominio aragonese

Nel 1442 Napoli fu conquistata dagli aragonesi e fu proprio sotto il loro regno che Napoli fu interessata dal periodo di maggior crescita artistica e culturale. Furono realizzate chiese e importanti monumenti e la città divenne il luogo d’incontro di numerosi artisti stranieri. In questo periodo la città divenne il centro dell’impero d’Aragona e il centro occidentale più popoloso.

Dominio spagnolo

Successivamente, per circa due secoli, la città fu governata da un viceré spagnolo. Nel 1647 il popolo, capeggiato dal rivoluzionario locale Masaniello, provò a ribellarsi. Si arrivò così alla nascita di una repubblica indipendente che tuttavia ebbe vita breve.

Dominio austriaco

Nel 1707 Napoli fu conquistata dagli austriaci e rimase in mano di questi ultimi fino al 1734, quando grazie a Carlo di Borbone divenne capitale di un Regno autonomo.

Dominio borbonico

Sotto i Borboni di Napoli la città divenne una delle tre più importanti città d’Europa, seconda solo a Parigi e Londra. In seguito alla rivoluzione francese a Napoli si costituì una repubblica giacobina, cui seguì poco dopo la restaurazione borbonica. Nel 1806, Napoleone assegnò il Regno di Napoli al fratello Giuseppe Bonaparte e iniziò il breve periodo di dominio francese. Dopo la sconfitta di Napoleone e il Congresso di Vienna nel 1815 i Borbone ripreso possesso della città oltre che degli altri territori del Regno delle Due Sicilie.

Nel 1860 Garibaldi entrò in città, dopo la battaglia del Volturno e l’assedio di Gaeta. Francesco II di Borbone lasciò la città per evitarne la distruzione. Tramite un plebiscito popolare, Napoli
fu annessa al Regno di Sardegna, perdendo il proprio ruolo di capitale ed iniziando un periodo di declino. Nel 1870 la città entrò a far parte del Regno d’Italia.

Età contemporanea

Nel 1922 da Napoli partì la Marcia delle camice nere fasciste che guidate da Benito Mussolini raggiunsero Roma e presero il potere. Durante la Seconda Guerra mondiale Napoli fu bombardata circa 200 volte dagli aerei alleati in quanto porto strategico nel Mediterraneo. Furono circa 25.000 le vittime. In questo periodo la popolazione di Napoli si distinse per l’insurrezione popolare contro le forze tedesche. Tale insurrezione durò dal 27 al 30 settembre del 1943, le celebri Quattro giornate di Napoli e consentì la liberazione della città dai tedeschi. Grazie a questo gesto di eroismo i cittadini di Napoli furono insigniti della Medaglia d’oro al valor militare.

    Una cultura popolare

Tradizioni popolari

La città vanta una tradizione popolare estremamente ricca e nel tempo si è creata una precisa identità napoletana, nota nel mondo e spesso accomunata all’estero all’immagine del paese. I panni estesi lungo i vicoli, il sole e la pizza sono simboli del paese oltre che di Napoli.

Il gioco e la superstizione

Numerosi sono i simboli che possono riassumere la superstizione nella cultura popolare napoletana. Il corno, detto anche “munaciello” è l’espressione più tipica della superstizione che caratterizza il popolo di Napoli. Di origine napoletana sono la smorfia, un libro per l’interpretazione dei sogni finalizzato al gioco del lotto,e la tombola.

I riti religiosi

Il popolo napoletano è particolarmente devoto alla figura di San Gennaro. Il rito dello scioglimento del sangue del santo si ripete ogni anno come segno beneaugurante. Secondo la leggenda il suo mancato scioglimento è un cattivo presagio che annuncia una catastrofe imminente. Legati al culto religioso è l’arte del presepe che, sebbene non nasca a Napoli, si afferma in questa città.

Arte

Napoli è stata da sempre un importante centro culturale nazionale ed europeo. Le numerose costruzioni monumentali e i prestigiosi musei cittadini ne sono la più chiara dimostrazione.
L’espressione artistica principale nella storia della città è senz’altro il barocco napoletano. Questo stile, che si afferma dopo il periodo rinascimentale, si riflette nelle facciate degli edifici monumentali, nei portali d’ingresso e negli scaloni. Sono questi ultimi gli elementi su cui si concentra l’architettura napoletana, vista la peculiarità urbanistica della città, la ristrettezza di spazi e l’impossibilità di lavorare a edifici con ampie facciate tipici di altre città.
Dopo l’apporto di pittori provenienti da altre città, tra i quali Giotto e Simone Martini, la pittura napoletana vera e propria si afferma nel XVII secolo con l’arrivo di Caravaggio in città. Attorno alla sua figura gravitano diversi pittori locali che ispirandosi al “caravaggismo”, aprono le prime botteghe napoletane.
Mentre nel XVIII secolo il tardo-barocco sposta il proprio interesse sull’arte decorativa, nel 1800 a Napoli si afferma un movimento artistico che supera gli stili del passato e segue l’influenza degli artisti romantici. Intorno al 1820 nasce la Scuola di Posillipo che ha nell’Accademia di Belle Arti il suo centro vitale. In tempi più recenti a Napoli si affermò un altro movimento pittorico, detto della Transavanguardia.

In città si sono affermate anche espressioni artistiche minori, tra queste la decorazione della porcellana particolarmente diffusa a Capodimonte e l’arte presepiale. Quest’ultima è un’attività artigianale che nata grazie a San Francesco d’Assisi nel 1223, è a tutti gli effetti diventata tipica della città di Napoli. Oggi in Via San Gregorio le varie botteghe espongono i modelli di presepe più belli ed originali del mondo.

Teatro napoletano

Napoli ha una grandissima tradizione teatrale. Già al tempo di Nerone nel teatro romano si tenevano esibizioni.
Il teatro napoletano vero e proprio si afferma intorno al XV secolo durante il dominio aragonese con le opere di Jacopo Sannazzaro.
Tra i maggiori interpreti del teatro popolare napoletano vi sono alcuni contemporanei. Tra questi il più importante è sicuramente Eduardo De Filippo. A quest’ultimo si deve la rappresentazione a teatro degli aspetti più caratteristici e tipici della cultura e della società napoletana.
Egli fu autore di numerose commedie tra le quali Natale in casa Cupiello, Filumena Marturano, Uomo e galantuomo, Napoli milionaria!, Il sindaco del rione Sanità, Non ti pago, L’arte della commedia e Questi fantasmi!.
Di età più recente è un altro grande comico, l’attore di teatro e di cinema Massimo Troisi.

Teatri

Il Teatro più importante è Teatro Real di San Carlo, il più grande in Italia e il più antico d’Europa.
Accanto a questo esistono in città numerosi altri teatri storici: il teatro stabile “Mercadante”, il San Ferdinando, il San Bartolomeo, il teatro Augusteo, il teatro Sannazaro, il teatro Bellini, il Trianon, il teatrino di corte, il Salone Margherita, il teatro della Verzura, il teatro di villa Patrizi.
Proprio per la sua grande tradizione in ambito teatrale a Napoli si sono tenute le prime tre edizioni del Festival Nazionale del Teatro.

Musica

La diffusione e lo sviluppo della musica sacra e profana a partire dal 1600 fu dovuta alla presenza di quattro importanti Conservatori dai quali uscirono importanti compositori fondatori della scuola musicale napoletana. Quest’ultima acquisì una posizione di preminenza nell’ambito della musica sacra e nell’opera. Ciò a tal punto che il padre di Mozart, scrivendo al figlio nel 1778, descriveva in termini positivi l’opera napoletana.
Nel 1808 i quattro preesistenti conservatori si fusero nel Conservatorio di San Pietro a Majella, che ospitò grandi musicisti quali Ruggero Leoncavallo, Vincenzo Bellini, Saverio Mercadante, Salvatore Accardo, Nicola Antonio Zingarelli e il direttore d’orchestra Riccardo Muti.

La canzone napoletana

La canzone napoletana ha una storia secolare. Affonda le sue radici nei balli popolari della Tammurriata, ossia la tarantella campana del XVII secolo. A partire dal XIX secolo si afferma la canzone classica, che trova i massimi momenti di espressione nelle Feste popolari di Piedigrotta e successivamente nei Festival della canzone napoletana. In queste occasioni si affermano autori dialettali tra i quali Ernesto e Roberto Murolo e tenori come Enrico Caruso, celebri in tutto il mondo.
Alcune canzoni in lingua napoletana sono note in tutto il mondo, basti pensare a “Funiculì funiculà” scritta dal giornalista Giuseppe Turco nel 1880 e “ ’O surrdato ‘nnamurato” scritta nel 1915 dal poeta Aniello Califano.
Nei decenni più recenti molti artisti pur innestandosi lungo il solco della canzone napoletana ne hanno proposto una versione contaminata dalla canzone italiana, tra questi Peppino di Capri e Massimo Ranieri. Renato Carosone inaugurò invece un genere nuovo nato dal mix tra la musica napoletana, il jazz di provenienza americana e suoni della musica araba.
A partire dal 1980 si è poi affermato il genere “neomelodico” che ha avuto tra i maggiori interpreti Nino D’Angelo, Gigi D’Alessio e Gigi Finizio e il reggae-dub degli Almamegretta e dei 99 Posse.

La sceneggiata napoletana

Collegata alla musica popolare napoletana è la nascita della “sceneggiata”, che prevede lo sviluppo di una rappresentazione teatrale basata su una canzone popolare. Nino Taranto e Mario Merola ne furono i massimi interpreti.

Letteratura

Già in età romana Napoli ebbe un ruolo importante in ambito letterario ospitando intellettuali del calibro di Orazio e Virgilio, il quel compose a Napoli l’Eneide, le Bucoliche e le Georgiche.
A partire dal XIV secolo e fino alla metà del XVI secolo Napoli fu uno dei principali centri di diffusione dell’Umanesimo, grazie in particolare all’opera di Jacopo Sannazzaro, autore di importanti opere, fra le quali il poema Arcadia.
Nell’ottocento a Napoli visse e realizzò alcune delle sue principali opere Giacomo Leopardi. Nello stesso periodo nacquero le prime poesie in dialetto napoletano, spesso ideate come testi di canzoni. Eduardo De Filippo e Totò furono tra i principali poeti napoletani dell’età contemporanea.

Filosofia

Napoli già nel I sec. a.C. era un centro di insegnamento filosofico. Nel Medioevo il teologo san Tommaso d’Aquino visse a Napoli presso il convento di San Domenico. Egli fu il principale esponente della filosofia scolastica.
Nel XVI secolo emerse la figura di altro frate del convento di San Domenico, Giordano Bruno, mentre nel XVIII secolo si affermò Giambattista Vico, autorevole membro dell’Accademia degli Investiganti. Quest’ultimo riuscì ad elaborare una sintesi tra la razionalità della tradizione platonica e di quella religiosa.
Il massimo filosofo napoletano dell’età contemporanea fu Benedetto Croce nato in Abruzzo ma napoletano d’adozione il massimo esponente del liberalismo italiano e dello storicismo.
In continuità con la sua grande tradizione in ambito filosofico, a Napoli è presente l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, che per la ricchezza di testi filosofici, ne raccoglie circa 300.000, è protetto dall’Unesco.

Scienza

Vista la presenza del Vesuvio, Napoli è stata la culla della scienza vulcanologica. Nel 1841 grazie all’opera di osservazione di William Hamilton e all’attività dello studioso di fisica nacque l’Osservatorio vesuviano, il primo istituto di questo tipo.
Importante è la scuola matematica napoletana, che ha ospitato importanti personalità ed ha avuto un ruolo importantissimo nello sviluppo in Italia dell’analisi matematica.
La nascita dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte ha contribuito non poco allo sviluppo dell’astronomia. Importanti sono stanti anche la scuola botanica e quella medica.

Cinema

Fu a Napoli, in particolare nel quartiere Vomero, che furono fondate alcune delle prime case di produzione cinematografica. Nel 1906 nacque la Partenoper Film dei Fratelli Troncone, mentre nel 1915 sorse la Polifilms di Giuseppe Di Luggo destinata a divenire poi Lombardo Film e quindi Titanus.
La città fu legata alla storia non solo nazionale del cinema. Basti pensare che i Fratelli Lumiere, inventori dell’arte cinematografica, fecero alcune delle prime riprese sul Longomare di Napoli.
Molti furono i registi o gli attori di origine napoletana o legati comunque a Napoli. Tra questi Mario Monicelli, Pier Paolo Pasolini, Vittorio De Sica, Ettore Scola, Dino Risi, Nanni Loy, Massimo Troisi, Giuseppe Tornatore, Gabriele Salvatores.
Napoli ha fatto da sfondo ad alcuni importanti film che hanno fatto la storia del cinema italiano, ad esempio L’oro di Napoli, Il giudizio universale, La baia di Napoli, Matrimonio all’italiana, Ieri, Oggi, Domani di Vittorio De Sica, Paisà e Viaggio in Italia di Roberto Rossellini, e Carosello napoletano di Ettore Giannini.

Formazione e ricerca attuali

Università

Università Federico II
La principale università di Napoli è la Federico II. Essa fu fondata da Federico II di Borbone nel 1224 ed è la più antica università laica esistente al mondo. Nata per formare i funzionari di Stato nell’ambito del diritto, essa oggi è uno dei centri di formazione più prestigiosi nell’ambito degli studi in ingegneria, medicina, scienza giuridica e letteratura.
SUN
Nel 1989 per decongestionare la Federico II è nata la SUN che presenta distaccamenti in vicine città campane e a Napoli è presente con la facoltà di medicina e chirurgia.
Università Orientale
L’Università Orientale è stata fondata dal missionario Matteo Ripa nel XVIII secolo. Essa nata come “Collegio dei Cinesi”, è la più antica università in Europa nell’ambito degli studi di orientalistica e sinologia.
A Napoli sono presenti anche la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, legata al seminario arcivescovile, la Parthenope e l’Università privata Suor Orsola Benincasa.

Enti e istituzioni culturali

Napoli è la sede della prestigiosa Scuola militare “Nunziatella”, la scuola militare esistente più antica nel mondo. Essa è nata nel 1787 per volere di Ferdinando IV di Borbone con la denominazione di Real Accademia Militare ed attualmente si trova a Pizzofalcone. E’ un importante istituto di alta formazione militare e civile e tra i suoi insegnanti ha annoverato illustri personalità.

Centri di ricerca

In città si trovano numerosi centri di ricerca di grande rilevanza
L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici,che ha sede a Palazzo Serra di Cassano
L’Istituto Italiano per gli Studi Storici,che ha sede a Palazzo Filomarino e fu fondato da Benedetto Croce
L’Accademia Pontaniana, fondata nel XV secolo per coltivare le scienze, le arti e le lettere.
L’Osservatorio Vesuviano, che è il più antico osservatorio vulcanologico nel mondo;
L’Osservatorio astronomico di Capodimonte
La Stazione zoologica Anton Dohrn, che si trova all’interno della Villa Comunale, con l’’acquario più antico in Italia.
L’European Marine Biological Resource Centre

Altri istituti di formazione

Conservatorio Musicale
Il Conservatorio di San Pietro a Majella fu fondato nel 1826 per volere di Francesco I di Borbone. con il titolo di Regio conservatorio di musica, mediante la fusione di altri quattro preesistenti istituti. Oggi ospita corsi relativi a tutti gli strumenti musicali ed è presente al suo interno un museo della musica.
Accademia di Belle Arti
L’Accademia di Belle Arti è stata fondata nel 1752 per volontà di Carlo di Borbone. Dalla sua nascita ha favorito notevolmente lo sviluppo della pittura napoletana nei secoli successivi e la nascita della Scuola di Posillipo.